
Avete presente la teoria dell'ago ipodermico?
Naque durante il nazi-fascimo e considerava i mass media altamente persuasivi, capaci di iniettare direttamente il messaggio nel cervello del ricevente passivo e inerme davanti alla loro potenza: il messaggio mediale colpisce direttamente un soggetto impossibilitato ad opporsi.
Ora, questa teoria si sviluppò in un periodo buio per la comunicazione: i mass media venivano usati per sostenere il regime, tutto ciò che usciva dalle rotative doveva essere approvato dal governo, strettissime direttive sancivano cosa poteva essere detto e cosa no.
Era il periodo delle grandi adunate, della massa come soggetto singolo. Era il periodo in cui l'unica verità era quella professata dal regime.
è bastato poco, però, per capire che la testa del ricevente non ha solo funzione estetica.
Già nel 1948 Harold Lasswell ha chiarito che il ricevente non è mai neutrale: il contesto sociale, economico, culturale, politico, estetico riempie di esperienze e quindi di idee quella cosa tondeggiante adagiata sul collo.
Da allora di teorie della comunicazione ne sono seguite a bizzeffe, ma mai a nessuno è venuto in mente di riproporre un'utenza sprovveduta.
I destinatari di un'annuncio non sono un bersaglio da colpire e coloro che lavorano nella comunicazione questo lo sanno bene: avete mai visto qualcuno acquistare un'auto dopo la visione di uno spot pur non avendone bisogno o essendo economicamente impossibilitati? Questo sarebbe troppo bello per i pubblicitari, per gli spin doctor, per gli imprenditori, per i politici ... ma per fortuna non è così: madre natura ci ha cervello-muniti tutti e tralascio sulle capacità di alcuni.
Ho letto, questa mattina, che Scajola (attuale ministro dello Sviluppo economico) in un comunicato ufficiale attacca il programma Annozero: "E' ora di finirla. Quella di ieri è l'ennesima puntata di una campagna mediatica basata sui pruriti, sulla spazzatura, sulla vergogna, sull'infamia, sulle porcherie". Aggiunge: "Convocherò i vertici della Rai per verificare se trasmissioni come Annozero rispettino l'impegno, assunto dalla Rai nel contratto di servizio, a garantire un'informazione completa e imparziale".
Io e altri 5 milioni 502 mila spettatori Annozero lo abbiamo guardato: hanno intervistato quel bolscevico di Feltri; Facci, noto a tutti per aver scritto per Il Giornale; c'era Belpietro, direttore di Libero; Italo Bocchino, deputato del Pdl; Franceschini, segretario del Pd; Concita De Gregorio, direttore de L'Unità e il giornalista Mentana.
Ora, se esistono giornali di parte, e molto probabilmente in Italia esistono, credo che la pluralità sia stata rispettata.
Titolo della puntata: Farabutti, temine usato dal nostro premier per indicare i giornalisti e quindi farina del sacco non di Santoro.
Travaglio, intervenuto come ospite, ha sparato a zero su Berlusconi e su D'Alema in quantità eguale. Maggioranza e opposizione avevano i propri rappresentanti.
Un'utenza consapevole aveva un telecomando in mano.
In Italia, per quanto riguarda i programmi televisivi, vige la legge del pluralismo ed esiste una Commissione di Vigilanza Rai affidata a Sergio Zavoli a cui spetta per legge il controllo di ciò che va in onda, esiste anche un'Authority sulle Comunicazioni e per di più sono le Camere che hanno il compito di vigilare sul pluralismo e non il governo.
A me sembra abuso di potere bello e buono e mi chiedo: perchè avere tanta paura di un programma televisivo?
Le ingiurie, le porcherie, le dubbie frequentazioni sono opera del premier, non dei giornalisti.
Il contraddittorio mi è sembrato assicurato e il popolo dei teledipendenti berlusconiani non credo abbia guardato il programma perchè da quelle parti corre voce che Santoro sia fazioso; se lo ha fatto non avrà certo cambiato credo: la teoria dell'ago ipodermico è indisuso ormai da anni.
Ancora censura?
Naque durante il nazi-fascimo e considerava i mass media altamente persuasivi, capaci di iniettare direttamente il messaggio nel cervello del ricevente passivo e inerme davanti alla loro potenza: il messaggio mediale colpisce direttamente un soggetto impossibilitato ad opporsi.
Ora, questa teoria si sviluppò in un periodo buio per la comunicazione: i mass media venivano usati per sostenere il regime, tutto ciò che usciva dalle rotative doveva essere approvato dal governo, strettissime direttive sancivano cosa poteva essere detto e cosa no.
Era il periodo delle grandi adunate, della massa come soggetto singolo. Era il periodo in cui l'unica verità era quella professata dal regime.
è bastato poco, però, per capire che la testa del ricevente non ha solo funzione estetica.
Già nel 1948 Harold Lasswell ha chiarito che il ricevente non è mai neutrale: il contesto sociale, economico, culturale, politico, estetico riempie di esperienze e quindi di idee quella cosa tondeggiante adagiata sul collo.
Da allora di teorie della comunicazione ne sono seguite a bizzeffe, ma mai a nessuno è venuto in mente di riproporre un'utenza sprovveduta.
I destinatari di un'annuncio non sono un bersaglio da colpire e coloro che lavorano nella comunicazione questo lo sanno bene: avete mai visto qualcuno acquistare un'auto dopo la visione di uno spot pur non avendone bisogno o essendo economicamente impossibilitati? Questo sarebbe troppo bello per i pubblicitari, per gli spin doctor, per gli imprenditori, per i politici ... ma per fortuna non è così: madre natura ci ha cervello-muniti tutti e tralascio sulle capacità di alcuni.
Ho letto, questa mattina, che Scajola (attuale ministro dello Sviluppo economico) in un comunicato ufficiale attacca il programma Annozero: "E' ora di finirla. Quella di ieri è l'ennesima puntata di una campagna mediatica basata sui pruriti, sulla spazzatura, sulla vergogna, sull'infamia, sulle porcherie". Aggiunge: "Convocherò i vertici della Rai per verificare se trasmissioni come Annozero rispettino l'impegno, assunto dalla Rai nel contratto di servizio, a garantire un'informazione completa e imparziale".
Io e altri 5 milioni 502 mila spettatori Annozero lo abbiamo guardato: hanno intervistato quel bolscevico di Feltri; Facci, noto a tutti per aver scritto per Il Giornale; c'era Belpietro, direttore di Libero; Italo Bocchino, deputato del Pdl; Franceschini, segretario del Pd; Concita De Gregorio, direttore de L'Unità e il giornalista Mentana.
Ora, se esistono giornali di parte, e molto probabilmente in Italia esistono, credo che la pluralità sia stata rispettata.
Titolo della puntata: Farabutti, temine usato dal nostro premier per indicare i giornalisti e quindi farina del sacco non di Santoro.
Travaglio, intervenuto come ospite, ha sparato a zero su Berlusconi e su D'Alema in quantità eguale. Maggioranza e opposizione avevano i propri rappresentanti.
Un'utenza consapevole aveva un telecomando in mano.
In Italia, per quanto riguarda i programmi televisivi, vige la legge del pluralismo ed esiste una Commissione di Vigilanza Rai affidata a Sergio Zavoli a cui spetta per legge il controllo di ciò che va in onda, esiste anche un'Authority sulle Comunicazioni e per di più sono le Camere che hanno il compito di vigilare sul pluralismo e non il governo.
A me sembra abuso di potere bello e buono e mi chiedo: perchè avere tanta paura di un programma televisivo?
Le ingiurie, le porcherie, le dubbie frequentazioni sono opera del premier, non dei giornalisti.
Il contraddittorio mi è sembrato assicurato e il popolo dei teledipendenti berlusconiani non credo abbia guardato il programma perchè da quelle parti corre voce che Santoro sia fazioso; se lo ha fatto non avrà certo cambiato credo: la teoria dell'ago ipodermico è indisuso ormai da anni.
Ancora censura?








C'è chi crede in Dio, chi in una rock star e urla e si strappa i capelli al primo accenno di si bemolle, chi impazzisce per le prodezze di un calciatore e chi per il divo del momento, chi crede alla risoluzione armata e chi alla pace....
Anche io credo.
IO CREDO NELLA POLITICA: elemento astratto e reale allo stesso tempo. La interpreti come vuoi, qualsiasi sia la tua idea, la politica avvolge e contamina ogni secondo della tua giornata.
A chi mi chiede: "Credi che la politica sia ancora una cosa seria?"
Rispondo:
"IO CREDO ANCORA CHE LA POLITICA SIA UNA COSA SERIA.
A mancare veramente al giorno d'oggi è L'IDEALE: si da tutto per scontato, sembra che tutti abbiano dimenticato la storia ... come siamo arrivati ad avere UNA VERA DEMOCRAZIA ... come POSSIAMO ESPRIMERE LE NOSTRE IDEE LIBERAMENTE ... come POSSIAMO SCRIVERE LIBERAMENTE.
SE SIAMO UOMINI LIBERI LO DOBBIAMO A QUALCUNO....e questo QUALCUNO HA LOTTATO, con la politica, PER FAR SI CHE OGGI, TUTTI, esprimano le proprie IDEE.
Non crederci è una cosa...PROVARE A CAPIRE è un'altra!"