sabato 27 giugno 2009

Primo Consiglio Comunale



Primo Consiglio Comunale - piazza VI gennaio.
Nella foto: Giampiero Nardacci, Valentina Ricci, Valeria Norighi, Tommaso Ciarmatore, Fabiola Pizzutelli.


COSì NE HANNO SCRITTO ...



mondore@le/numero 33/2 luglio 2009
di Agnese Ciotti


Campagna elettorale 2009: un fantastico percorso a lieto fine



1) Presentazione lista ufficiale e apertura campagna elettorale.
Nella foto: Sindaco carla Amici, Tommaso Ciarmatore, Sante Nino Tullio.




2)Presentazione lista ufficiale e apertura campagna elettorale.
Nella foto: Erasmo Spaziani, Alberto Favalli, Sindaco Carla Amici, Tommaso Ciarmatore, Sante Nino Tullio, Elidea Cammarone, Valeria Norighi, Roberto Cammarone.



3) Presentazione lista ufficiale e apertura campagna elettorale.
Nella foto: Maurizio Fusco, Valentina Ricci, Alberto Favalli, Mauro Ridani, Ines Tolfa, Alfredo Ciotti, Onorato Nardacci, Sante Nino Tullio, Elidea Cammarone, Valeria Norighi, Sindaco Carla Amici, Roberto Cammarone, Fabiola Pizzutelli, Tommaso Ciarmatore, Giampiero Nardacci.



4) Assemblea di quartiere via Antonio Gramsci.
Nella foto: Tommaso Ciarmatore, Ines Tolfa, Fabiola Pizzutelli, Sindaco Carla Amici, Valentina Ricci, Onorato Nardacci, Elidea Cammarone.



5) Assemblea di quartiere Borgo Madonna.
Nella foto: rasmo Spaziani, Elidea Cammarone, Tommaso Ciarmatore, Fabiola Pizzutelli, Onorato Nardacci, Ines Tolfa, valeria Norighi.



6) Assemblea di quartiere Borgo Madonna.
Nella foto: Tommaso Ciarmatore.



7) Assemblea di quartiere zona Prati - Case popolari.
Nella foto: Giampiero Nardacci, Alfredo Ciotti, Valentina Ricci, Sindaco Carla Amici, Ines Tolfa, Valeria Norighi, Tommaso Ciarmatore.



8) Cena di chiusura campagna elettorale - ristirante Il Quercetto.

Nella foto: Giampiero Nardacci, Sindaco Carla Amici, Alfredo Ciotti, Fabiola Pizzutelli, Valeria Norighi, Tommaso Ciarmatore, Roberto Cammarone, Onorato Nardacci, Ines Tolfa, Elidea Cammarone, Valentina Ricci, Sante Nino Tullio, Maurizio Fusco, Erasmo Spaziani.



9) Assemblea di quartiere Borgo S. Antonio.
Nella foto: Sante Nino Tullio, Onorato Nardacci, Tommaso Ciarmatore, Ines Tolfa, Valentina Ricci, Sindaco Carla Amici, Alfredo Ciotti, Fabiola Pizzutelli, Elidea Cammarone, Giampiero Nardacci, Erasmo Spaziani.



10) Assemblea di quartiere S. Giuseppe - S. Pietro.
Nella foto: Mauro Ridani, Tommaso Ciarmatore, Giampiero Nardacci, Sindaco Carla Amici, Roberto Cammarone, Onorato Nardacci, Elidea Cammarone, Maurizio Fusco.



11) Cena di chiusura campagna elettorale - ristorante Arcobaleno.
Nella foto: Erasmo Spaziani, Alberto Favalli, Valentina Ricci, Nino Sante Tullio, Onorato Nardacci, Elidea Cammarone, Ines Tolfa, Sindaci Carla Amici, Tommaso Ciarmatore, Maurizio Fusco, fabiola Pizzutelli, Bevilacqua Loreto, Giampiero Nardacci, Mauro Ridani.



12) Chiusura campagna elettorale piazza VI gennaio.
Nella foto: Valentina Ricci, Sindaco Carla Amici, Tommaso Ciarmatore, Alberto Favalli.



13)Chiusura campagna elettorale piazza VI gennaio.
Nella foto: Onorato Nardacci, Alfredo Ciotti, Nazzareno Bonanni, Tommaso Ciarmatore, Elidea Cammarone, Ines Tolfa, Sindaco Carla Amici, Alberto Favalli.

mercoledì 24 giugno 2009

Lettera alle giovani generazioni


Abbiamo una storia comune da scrivere insieme. Siamo ancora una volta in cammino perché aspiriamo a rendere il nostro futuro diverso e migliore per tutti. Per questo abbiamo deciso di riprendere in mano i destini delle nostre esistenze. Noi siamo la generazione delle bandiere arcobaleno, della marcia per la pace, dell’impegno nel volontariato e delle manifestazioni studentesche.
Nel mondo in cui viviamo ci sono popoli diversi per cultura, religione, storia, con cui dialogare e con cui costruire una nuova speranza di un futuro senza guerre preventive e terrorismi, senza fondamentalismo e schiavitù. Viviamo la globalizzazione come una realtà ormai ineliminabile delle nostre esistenze. La nostra generazione non vuole più essere esclusa dai luoghi in cui si decide e rifiuta ogni tipo di delega in bianco, sia essa globale o locale, sul suo futuro e sulle sua esistenza. Sentiamo ogni ingiustizia commessa contro ogni uomo che vive sulla terra come un’ingiustizia che ci riguarda e ci colpisce direttamente.
Siamo la generazione che si ribella allo strapotere del mercato e dei singoli “padroni”, che non capisce perché un uomo malato debba morire in onore ai diritti di qualche multinazionale che impone un prezzo esorbitante a dei medicinali necessari per la vita.
Non accettiamo che miliardi di persone debbano pagare un debito che non hanno mai contratto, vivendo nei Paesi più poveri della terra, senza cibo, acqua potabile, lavoro, scuole e ospedali, mentre una piccola minoranza degli abitanti del pianeta può permettersi un tenore di vita e una ricchezza enormemente più grandi di quello che gli sarebbe necessario. Non accettiamo neppure che miliardi di persone vivano senza libertà, diritti sociali e civili, democrazia. Le possibilità di sviluppo restano ancora ineguali in molte parti del mondo e nelle stesse nostre solide democrazie aumenta la povertà e l’insicurezza. La nostra nuova vita si chiama Europa, lo spazio e la dimensione in cui costruire il nostro futuro insieme alle ragazze e ai ragazzi di 24 altri paesi che oggi non conosciamo ancora abbastanza, ma che in un giorno non troppo lontano vivranno con noi quella nuova cittadinanza europea che rappresenta la speranza di un mondo più libero e più giusto. Viviamo antiche disuguaglianze che si sommano a nuove esclusioni da contrastare.
Ai diritti storici da difendere si affiancano nuovi diritti da conquistare e nuove tutele da inventare. Nuove forme di precarietà, così drammatiche e generalizzate da far divenire tutta la nostra vita difficile e rischiosa. La dignità di ogni singola donna, di ogni singolo uomo ci interessano perché essa è la base per costruire un paese più libero e più giusto: per questo condanniamo e denunciamo il lavoro minorile, il lavoro nero, le numerose e invisibili morti nei cantieri, i vecchi e i nuovi clientelismi. E continuiamo nel nostro impegno nella lotta contro l’illegalità e la mafia.
Nel nostro Paese, ancora oggi, la famiglia e il luogo da cui provieni sono troppo determinanti nella costruzione del proprio percorso di vita e nella realizzazione dei propri progetti, rispetto all’impegno e al merito del proprio lavoro.
Le nuove generazioni rappresentano la vera forza per cambiare questo nostro straordinario paese, da nord a sud, dalle grandi metropoli con periferie troppo spesso dimenticate, ai piccoli borghi con le loro tradizioni. Ragazze e ragazzi che vogliono essere autonomi, per essere maggiormente responsabili di se stessi e del destino del proprio Paese, che vogliono costruire nuove famiglie, di qualsiasi tipo esse siano, nella piena libertà dei loro diritti individuali.
La nostra generazione vive il diritto alla casa come una nuova frontiera del diritto alla piena libertà di scelta sul proprio futuro: una casa oggi costa troppo, gli affitti sono esorbitanti, gli stipendi troppo bassi. Non vogliamo rinunciare ad avere dei figli e a far loro vivere una vita serena e felice. Una generazione che ha a cuore l’ambiente in cui vivrà e che pensa che lo sviluppo abbia un senso solo se sostenibile. Noi crediamo nelle energie rinnovabili, perché per trovare un’alternativa al petrolio non vogliamo aspettare l’ennesima guerra per l’ultimo barile o che la temperatura del pianeta si alzi fino a causare danni irreparabili.
Alle nuove generazioni che si affacciano alla vita sentiamo il bisogno di dire che la libertà e la democrazia, che i nostri padri conquistarono con il sacrificio della Resistenza e della lotta di liberazione nazionale, sono dei valori che vanno difesi e coltivati ogni giorno. Per noi la giustizia sociale, le pari opportunità e la solidarietà, hanno un significato ancora più importante che nel passato, perché assumono un senso e un valore nuovo nella vita di ognuno di noi e delle nostre comunità.
Noi sappiamo cosa sono la solitudine e il dolore di chi è inadatto al nostro tempo e vive ai margini, senza opportunità, senza diritti, senza futuro.
Abbiamo bisogno di un programma, ma soprattutto vogliamo definire un pensiero comune che ci parli di democrazie dove esista la partecipazione individuale e collettiva, che ci parli di un’economia che sia al servizio dell’uomo e della donna, al servizio dei suoi bisogni e della sua felicità.
Noi non riteniamo accettabile che alle regole dell’economia e del mercato si sacrifichi il senso stesso delle nostre vite. Noi sappiamo che il sapere per tutti è la chiave per la piena cittadinanza.
Noi chiediamo che ci sia un alto e qualificato livello di istruzione per tutti e tutte: il diritto alla studio è un dovere che la Repubblica deve assicurare ad ogni cittadino.
Il nostro lavoro non può ridursi a schiavitù ed i lavoratori non possono essere considerati delle merci, dei semplici oggetti da utilizzare e gettare via non appena le loro conoscenze siano superate dallo sviluppo delle tecnologie o le loro aziende trovino in qualche angolo del mondo dei disperati con meno diritti e minori salari da sfruttare.
Noi vogliamo un’Italia in cui si cresce in base alle proprie competenze, al proprio lavoro, al proprio impegno, alla propria passione: nessuna rendita, nessuna strozzatura corporativa, nessuna casta inamovibile.
Il nostro pensiero più breve e più chiaro è: liberi tutti, vogliamo le riforme, la libertà di scelta, l’innovazione. L’emancipazione e il progresso per ogni ragazzo ed ogni ragazza, indipendentemente dalla propria famiglia, dalla propria regione, dalla propria condizione sociale.
Un programma, un pensiero che vogliamo costruire con una generazione nuova che nei partiti, nelle associazioni, nei sindacati, nelle imprese, nelle scuole e nell’Università, nei centri di ricerca e nelle professioni, nel mondo del lavoro e nei mille territori del nostro Paese voglia finalmente essere protagonista della conquista del proprio futuro, del cambiamento del nostro Paese, di una nuova stagione della passione politica.

Ci hanno descritto come indifferenti, egoisti, individualisti, invisibili.
Noi non lo siamo.
Hanno definito la nostra generazione come un’incognita, senza un suo senso.
Noi non lo siamo.
Noi siamo i costruttori di pace nel tempo della guerra globale, inventori di sogni nella società degli individui lasciati soli e precari. Noi siamo la generazione che è tornata a misurarsi con l’impegno e la pratica della non violenza. Noi siamo la generazione che ha riscoperto la partecipazione, dopo anni di disimpegno. Siamo la generazione che ha riscoperto il pensiero critico verso il mondo che ci circonda, perché sentiamo il bisogno di costruirne uno diverso e migliore.
Noi siamo la generazione che ha riscoperto la parola, la discussione democratica come modo per rimettere in relazione individui che troppo spesso venivano lasciati soli, privi di ogni capacità di determinare il loro futuro.
Sentivamo crescere l’insofferenza e per uscirne abbiamo deciso di dare un senso alle nostre vite attraverso la passione, l’impegno, la partecipazione.
Noi siamo la generazione che ha riscoperto l’azione, come gli ultimi anni ci hanno dimostrato. Alcuni anni fa decidemmo che avremmo ricostruito un modo di fare politica che fosse nostro.
Si parlava di una politica tecnica, senza partiti, modellata da grandi gruppi di potere senza che ci fosse più bisogno dei grandi partiti di massa, che nella storia del nostro paese hanno rappresentato i veri strumenti di inclusione degli italiani alla politica, la sostanza delle Istituzioni democratiche, della Repubblica. Non era facile decidere di aderire ad un partito. Ti sentivi addosso tutto il peso del fallimento di una storia che non era nostra. Sapevamo che si stava aprendo un nuovo capitolo della storia, una nuova stagione diversa e più ricca.
Ci parlavano di fine della storia, della fine dell’esperienza politica intesa come partecipazione democratica alle scelte del futuro del nostro paese. Abbiamo capito che se muore un’esperienza non finisce la storia: muore qualcosa, ma nasce qualcos’altro. Quel qualcos’altro siamo noi, è la nostra generazione. La politica è pensiero, la politica è parola, la politica è progetto, la politica è azione. Questo siamo noi oggi.
Abbiamo la volontà e la forza per creare una politica diversa. Questo è il nostro momento e non abbiamo nessuna intenzione di mancare all’appuntamento con la nostra storia. Abbiamo visto ragazze e ragazzi giovanissimi in Medio Oriente, in Africa, nelle tante aree oppresse del mondo rinunciare alla propria vita per farsi strumento del terrore e della morte. Per questi nostri coetanei la parola futuro non ha alcun significato, questo pezzo della nostra generazione ha dovuto confrontarsi fin dalla nascita con la povertà, l'oppressione, l'ineguaglianza, la disperazione e spesso - troppo spesso - con la guerra. Le nuove sfide globali - diritti, giustizia sociale, uguaglianza, sviluppo equilibrato e sostenibile - necessitano che la politica torni ad avere il ruolo e la funzione di regolatrice delle relazioni internazionali, di strumento del dialogo tra i popoli, di mezzo attraverso il quale dotarsi di obiettivi comuni e attraverso cui condividere le responsabilità della costruzione di un mondo migliore e più equilibrato. L'Unione Europea è una grande speranza in questo senso, è il primo caso nella storia dell'uomo nel quale per scelta consapevole di governi e cittadini, popoli che per secoli sono stati divisi da guerre e confini hanno deciso di costruire un comune futuro di collaborazione. La guerra in Iraq, il conflitto in Medio Oriente tra Israeliani e Palestinesi dimostrano come la risposta della violenza contro altra violenza generi un meccanismo che porta il mondo ad essere ancora più instabile, più insicuro, meno libero. La guerra non è la risposta al disordine ed al caos che viviamo, anzi è la benzina per creare conflitti sempre maggiori e più pericolosi.
La speranza è nel dialogo, nella politica, nell'integrazione fra i popoli, fra le culture, fra le religioni. Noi siamo i primi cittadini europei
La nostra è già una generazione europea che vive il processo di integrazione nella sua quotidianità.
Ma l’Europa non è ancora lo spazio politico di riferimento della nostra generazione. Perché ciò avvenga, l’Europa deve divenire la frontiera delle nuove opportunità.
Uno spazio comune significa uno spazio senza muri né barriere in cui dipanare le proprie esistenze, esercitare i propri diritti; uno spazio comune in cui abitare, crescere e studiare. La mobilità dei giovani studenti e dei giovani lavoratori deve essere un’opportunità per apprendere le lingue, formarsi negli altri atenei, svolgere tirocini, stage e intraprendere percorsi professionali.
L’Europa deve diventare un avamposto di pace e tolleranza, un laboratorio di interazione tra culture diverse, che condividono, convivendo nel medesimo spazio, storie, passati e religioni diverse.
Un’Europa laica che sappia crescere delle diversità tra le donne e gli uomini, facendone risorse preziose per la crescita di ognuno e vogliamo che la Costituzione europea diventi il perno per un processo di integrazione ancora più stringente e capace di garantire libertà e diritti per tutti i popoli del continente.
Un’Europa che non sia una fortezza, bensì un esempio di democrazia. In questo senso, è necessario che l’allargamento progressivo si leghi al rispetto dei diritti, in particolare quelli delle donne, che ancora, ad esempio in Turchia, sono violati. Quello che noi vogliamo costruire è un nuovo spazio pubblico di diritti universali: un lavoro dignitoso, l’accesso al sapere per tutti, il diritto alla propria identità sessuale e di genere, il valore nazionale del percorso lavorativo di ognuno, il diritto alla libera scelta, il diritto dovere all’autonomia, il diritto alla rappresentanza, il diritto alla libera espressione culturale e creativa.
Noi sentiamo il bisogno di affermare una nuova sfera di beni fondamentali, pubblici e inalienabili: l’aria, l’acqua, il territorio, la libertà di informazione e di accesso alle nuove tecnologie, la sovranità alimentare, la trasparenza e la consapevolezza dei consumi. L’acrobata è la figura che meglio rappresenta la nostra condizione di vita. Soprattutto nel mondo dei lavori. Siamo sempre più una generazione con l’equilibrio instabile. Appesi a un filo. La Legge 30 del governo di destra ha generalizzato la precarietà. Per noi l’ha resa quotidiana. Anche nella vita. La precarizzazione di qualsiasi opportunità professionale rende impossibile contare su minime certezze per il futuro. Non è solo un problema di reddito. E’ soprattutto una questione di carattere sociale. Pensiamo ad una vera riforma degli ammortizzatori sociali in grado di tutelare e sostenere l’individuo anche quando non ha un lavoro stabile. Pensiamo ad un sistema di garanzie che parta dal reddito minimo d’inserimento per arrivare all’estensione della copertura per malattia e maternità anche per i nuovi lavori.
Pensiamo ad una vera riforma delle pensioni che non riduca il tema ad uno scontro tra generazioni ma - al contrario – che sia in grado di dare una prospettiva ai giovani lavoratori: con l’estensione del metodo contributivo pro-rata, con la copertura figurativa dei salti contributivi e con l’avvio di una seria politica di sviluppo della previdenza integrativa a partire dalle figure lavorative più deboli. Ma dall’altra parte, noi siamo anche la generazione delle nuove capacità. Siamo la generazione che quando ha potuto ha declinato in maniera straordinariamente originale nuovi lavori, grandi intuizioni imprenditoriali, grandi innovazioni nel modo di produrre e di lavorare. Concepiamo il lavoro non solo come una necessità ma anche come una grande opportunità per soddisfare noi stessi, i nostri interessi. Il sapere e la formazione sono - e dobbiamo fare in modo che lo diventino effettivamente e per tutti senza disparità dettata dalla provenienza sociale, economica e culturale – decisivi in questo mondo di rischi e di opportunità. La legge 53 della “deforma” della Moratti è un attacco alla scuola pubblica, alla sua laicità, alla sua autonomia come comunità educante che tiene insieme il sapere ed il territorio, il sapere ed il saper fare, il protagonismo studentesco e la partecipazione democratica delle rappresentanze studentesche. Per questo noi crediamo che in un paese che vive – a causa delle politiche della destra – una nuova e profonda cristallizzazione delle energie positive che salgono dalle giovani generazioni, Le politiche per la formazione devono essere il perno attraverso cui dare gli strumenti per ricostruire quelle identità personali e collettive che la modernità frammenta in maniera costante. Il sapere è l’opportunità per passare dalle vite possibili alla propria vita e di farlo in piena libertà e consapevolezza dei traguardi che si vogliono raggiungere.
Il progetto e la sfida per un’Italia diversa, più libera, più giusta, più aperta.
Noi crediamo sia necessario che la questione generazionale sia una questione generale, non la tutela di una specie protetta, ma il cuore di un ambizioso progetto fatto di riforme profonde e coraggiose della società italiana.
Noi crediamo che la questione generazionale rappresenti il vero snodo di svolta per il futuro del nostro paese, energie che oggi sono bloccate da una società statica, deterministica, ma che noi vogliamo far emergere e crescere.
Noi abbiamo una missione, parlare alle giovani generazioni, parlare al paese.
A noi interessa la vita delle giovani generazioni, i loro sogni, i loro progetti.
Un paese che investe sulle energie delle giovani generazioni è un paese che scommette sul suo futuro, sulla sua capacità di competere nello scenario internazionale, di fare innovazione e di promuovere intelligenze.
Noi crediamo di essere già oggi protagonisti, come avanguardia di massa, del progetto politico e delle forme organizzate che permetteranno a tutta la sinistra di presidiare e frequentare il futuro.
Per questo crediamo di poter essere una buona classe dirigente, aperta, plurale, radicata in ogni piega della società.
Alla luce di ciò, al nostro partito chiediamo non solo di essere messi alla prova, ma di veder in primo luogo riconosciuta la nostra funzione storica (Sinistra Giovanile) ma il nuovo soggetto, i Giovani Democratici aperti ed inclusivi, un vero cantiere politico, dove la nostra generazione possa esportare un contributo alla partecipazione politica che deve dare corpo alla sinistra riformista del futuro e ad un partito che sia reso fertile dalla nostra passione e radicalità, dalla nostra voglia di cambiare il mondo, il nostro paese, ma anche la politica. Il partito Democratico, è quella realtà politica futura ed auspicabile di rappresentare fino in fondo la questione generazionale, i bisogni, le speranze, i sogni, la nostra voglia di esserci.
Nella nostra esperienza il metodo e la forma di selezione delle classi dirigenti si apre ai movimenti e alle associazioni, alle esperienze e alle capacità dei singoli.
La nostra è una politica che si impegna a farsi società, mai chiusa, mai autoreferenziale, sempre in divenire, sempre attenta alle nuove sfide, ai nuovi bisogni, alle esigenze delle nuove generazioni.
Noi già oggi sentiamo di essere molto di più che una semplice giovanile di partito,
sentiamo di essere parte integrante del partito del futuro….del Partito Democratico.
Ciò che chiediamo è di portare il nostro originale e autonomo contributo alla sfida per la costruzione della sinistra di domani.
Quello che chiediamo è di poter esercitare fino in fondo e di vedere pienamente riconosciuta la nostra funzione di rappresentanza della questione generazionale, nelle piazze, nelle sezioni, in tutto il nostro partito, ma anche nelle istituzioni locali. La storia degli ultimi anni ci aveva consegnato l’immagine di organizzazioni giovanili di partito utili come megafono nella società, utili a spiegare la scelte del nostro Governo ai nostri coetanei, o a organizzare l’opposizione.
Noi oggi siamo molto di più: siamo la voce delle giovani generazioni nel nostro partito e nella politica.
Oggi quello che i giovani chiedono è che i loro diritti, le loro speranze, i loro sogni, vivano con pieno protagonismo nelle stanze della politica. Oggi la sfida di un’Italia diversa, più libera, più giusta, più aperta si vince così: dando voce alla nostra generazione, dando voce alla nostra voglia di futuro, dando voce alle nostre nuove parole, alla nostra nuova storia comune.

nella foto: Ciotti Alfedo, Pizzutelli Fabiola, Norighi Valeria, Ciarmatore Tommaso, Nardacci Onorato, Tolfa Ines, Cammarone Elidea, Ricci Valentina, Sante Nino Tullio.

martedì 16 giugno 2009

Roccagorga da forma alle idee proclamando Carla Amici sindaco


1829 elettori danno la loro preferenza alla lista Polis - centro sinistra -

Sarà di nuovo una donna a guidare Roccagorga per i prossimi cinque anni. Antecedente fu Angela Coia (DS), che sostenne il paese prima che a diventare sindaco fosse Loreto Bevilacqua.
Oggi i rocchigiani si affidano a Carla Amici, che vanta, al suo seguito, un nutrito gruppo del PD; nonostante in queste elezioni fosse appoggiata dalla lista Polis di centro-sinistra. Il più votato della lista , con 178 voti, è Tullio Sante già presidente del consiglio comunale e antagonista dell’Amici nelle primarie tenutesi lo scorso marzo e che videro quest’ultima vincente con uno scarto di 133 voti. Anche Loreto Bevilacqua (120 voti) entra a far parte della maggioranza; così come Erasmo Spaziani (134 voti) chirurgo e politico d’esperienza. Quarto eletto risulta Tommaso Ciarmatore (117), venticinquenne impegnato da anni nell’attività politica. Novità della lista sono le donne che hanno ottenuto un ottimo consenso. Spiccano Valeria Norighi (109) e Fabiola Pizzutelli (115). Giampiero Nardacci, segretario del PD, entra nel consiglio con 91 voti. La lista di centro-destra Per Roccagorga (1131 voti) ottiene 4 posti in consiglio mentre per Roccagorga Cambia (281 voti) è solo Eleonora Piccaro a superare il quorum.
Il consiglio comunale risulta così composto: sindaco Carla Amici. Maggioranza: Sante Tullio, Erasmo Spaziani, Loreto Bevilacqua, Valeria Norighi, Fabiola Pizzutelli, Tommaso Ciarmatore, Roberto Cammarone, Onorato Nardacci, Mauro Ridani, Giampiero Nardacci, Valentina Ricci. Minoranza: Eros Ciotti, Guido Foglietta, Massimo Atrei, Giulio Ciotti, Eleonora Piccaro
.

nella foto: Amici Carla, Nardacci Onorato, Ridani Mauro, Ciarmatore Tommaso

Roccagorga alle urne

ELEZIONI COMUNALI IN NUMERI

• ELETTORI: 3788
• VOTANTI: 3347 (88,35%)
• SCHEDE BIANCHE: 38 (1,13%)
• SCHEDE NULLE: 68 (2,03%)
• SCHEDE CONTESTATE E NON ASSEGNATE: -

CANDIDATI A SINDACO E LISTE

• CARLA AMICI
Cen-sin (ls. civiche) – Polis- Carla Amici sindaco
VOTI: 1829 (56,43%)
SEGGI: 11

• CIOTTI EROS BRUNO
Lista civica – Per Roccagorga –
VOTI: 1131 (34,89%)
SEGGI: 4

• PICCARO ELEONORA
Lista civica – Roccagorga Cambia –
VOTI: 281 (8,61%)
SEGGI: 1

• TOTALE VOTI: 3241
• SEGGI SPETTANTI AL CONSIGLIO: 16

COMPOSIZIONE DELLE LISTE E VOTI

CARLA AMICI
POLIS
DI CENTROSINISTRA
Nardacci Giampiero: 91
Bevilacqua Loreto: 120
Ciotti Alfredo: 67
Tullio Sante: 178
Spaziani Erasmo: 134
Tolfa Ines: 44
Cammarone Elidea: 68
Pizzutelli Fabiola: 115
Norighi Valeria: 109
Ricci Valentina: 87
Ciarmatore Tommaso: 117
Nardacci Onorato: 98
Favalli Palmiro Alberto: 65
Cammarone Roberto: 98
Ridani Mauro: 81
Fusco Maurizio: 54

EROS CIOTTI
PER
ROCCAGORGA
Atrei Massimo: 91
Berardi Nancy: 73
Bernardi Arcevio: 69
Bevilacqua Stefano: 77
Bonanni Ilario: 86
Bonanni Gino: 79
Centra Domenico: 45
Ciotti Giulio: 100
Cotesta Alberto: 43
D’Annibale Roberta C.: 24
Foglietta Guido: 87
Fusco Antonio: 52
Mancini Domenico: 46
Nardacci M. Elisabetta: 15
Vona Fabio: 50

ELEONORA PICCARO
ROCCAGORGA
CAMBIA
Macera Mauro: 29
Gigli Alessandro: 41
Rossi Paolo: 7
Ricci Salvatore: 15
Centra Marco: 13
Centra Maura: 17
Saputo Marco: 20
Massicci Andrea: 21
Fioretti Maura: 11
Cammarone Alessandro: 9
De Nardis Giovanni: 10
Palombi Domenico: 19
De Nardis Alessandro: 20

mercoledì 3 giugno 2009

Elezioni comunali


Il 6 e 7 giugno vota Tommaso Ciarmatore detto Tomassino.

Discorso comizio ... 29 maggio

Buonasera a tutti,sostenere un discorso nel mio paese, nella mia piazza, tra la mia gente è un emozione enorme. L’essere protagonista di un progetto e aver collaborato ad esso è la più grande soddisfazione che un candidato, serio, possa avere. Un progetto fatto da tante persone, dai cittadini, dalle tante ragazze e ragazzi che ci seguono e ci accompagnano in questa avventura. Noi, non abbiamo avuto il bisogno di accendere un computer e COPIARE…le idee, le proposte, per questo paese sono nate dal lavoro congiunto di una squadra coesa. È impensabile e inammissibile che ci si presenti di fronte ai cittadini con un programma di una città che è totalmente diversa dalla nostra….sia per problematiche che per istanze dei cittadini, è a dir poco vergognoso; ma di polemiche e di politica a bassi livelli, ne abbiamo avuto degli esempi fin troppo chiari e non voglio cadere nello stesso errore. Da questo palco, voglio parlare di programmi, del nostro programma….di proposte per il paese. È mia priorità portare a conoscenza dei cittadini, che insieme a Carla, vogliamo ricostruire una rete di servizi sociali funzionante, volta a soddisfare i bisogni dei rocchigiani. Potrei iniziare col dirvi che abbiamo intenzione di creare un servizio di “pronto farmacia”, cioè un progetto che prevede la possibilità di consegnare i medicinali a domicilio dei cittadini nel caso in cui si trovino in difficoltà personali (per età, infermità e impossibilità di avvalersi di terzi) e non possano fornirsi autonomamente dei medicinali di cui necessitano; tutto ciò in collaborazione con le associazioni di volontariato preposte; ma vado avanti, attivare nelle scuole un progetto di educazione alla prevenzione sulla tossicodipendenza e l’alcolismo, fenomeni molto diffusi nella nostra provincia e in quantità minore anche nel nostro paese. I ragazzi, a mio parere, vanno educati e sensibilizzati fin dalle scuole medie e a queste due problematiche aggiungo anche l’educazione sessuale. Bisogna informare e far conoscere ai nostri ragazzi tutto ciò che nella fase adolescenziale può essere positivo o negativo per la loro crescita. Le televisioni oggi ci bombardano di notizie…e alcune volte noi pensiamo di essere distanti da quelle realtà: non è così! La società si evolve e va avanti e noi dobbiamo essere in grado di spiegare ai nostri ragazzi tutto ciò che aiuti loro a CRESCERE. Stabilire una cooperazione tra famiglie, scuole e addetti ai lavori, diventerà una nostra priorità, è un impegno che prendiamo verso i cittadini. Ultima cosa per quanto riguarda le giovani generazioni è la prevenzione sull’educazione stradale. Problema che a Roccagorga e non solo, viene affrontato relativamente poco…ma oggi NOI, sentiamo la necessità di approfondire questo tema. La scuola guida è un ottima “palestra” per i giovani, ma non basta….e questo rientra nella cooperazione che dicevo prima tra famiglie, scuole e addetti ai lavori. Istituire un corso di educazione stradale serio nelle scuole, con incontri programmatici tenuti da esperti nel settore. Coinvolgere quindi, tutte quelle persone che ogni giorno lavorano nel settore dell’educazione stradale, dalle forze dell’ordine agli istruttori delle varie scuole guida. Questo è quanto per la il settore dei “giovani”….ma parlare di Servizi Sociali è molto di più….gli anziani ad esempio! Non dobbiamo pensare a loro come quelli che vanno a giocare a carte nei bar….essi vanno coinvolti in un progetto di integrazione sociale nel paese. Come? Vi farò alcuni esempi! In molte città, quest’ultimi vengono impiegati nel tutelare la sicurezza dei bambini quando escono dalle scuole come “dirigenti del traffico”….quante volte a Roccagorga abbiamo avuto il problema delle macchine all’uscita di scuola? E i bambini che corrono in mezzo alle vetture in movimento! Questo a mio parere è pericoloso e si potrebbe risolvere in collaborazione con la Polizia Municipale, coinvolgendo gruppi di anziani a tutelare la sicurezza dei bambini. Ma non solo, il territorio di Roccagorga è vasto e soprattutto le zone di campagna sono poco controllate e alcune volte abbandonate. Perché non creare un progetto di “tutela ambientale del territorio” che veda gli anziani come guide per enti come la Comunità Montana e la Protezione Civile, in modo da evitare disagi e disastri come incendi, frane o smottamenti. Chi meglio di loro conosce il nostro territorio? Nessuno…ed ecco perché sono convinto che “la terza età” rappresenta per noi una enciclopedia quotidiana. Vedete, l’anziano è un libro da sfogliare ma non bisogna tenerlo chiuso, altrimenti con il tempo si lacera e si impolvera…noi questo NON lo vogliamo e faremo in modo che tutti gli anziani del paese mettano la loro esperienza a disposizione dei cittadini! Queste sono solo alcune delle tante proposte che vogliamo mettere in campo. Il tempo che ho a disposizione è relativamente poco e quindi cercherò di fare una panoramica su tutti i settori che riguardano il sociale del nostro paese. I bambini….fondamentale e inevitabile creare per loro zone verdi i cui possano giocare. Sono partiti vari progetti che l’amministrazione attuale vuole realizzare e per questo va fatto ad essa il giusto ringraziamento, ma noi vogliamo fare di più…la concretezza è la parola che più ci piace. L’essere concreti nel rimettere in piedi un progetto che spazi dal rimettere in sicurezza i giochi attuali nelle scuole e crearne nuovi in spazi appositi. Il nostro paese deve essere adatto anche ai più piccoli…anche loro sono cittadini e hanno il diritto di GIOCARE e sarà nostro impegno garantire ciò! Ho ascoltato con molto interesse l’alfabeto creato dalla lista Roccagorga Cambia…e alla lettera B, parlavano di barriere architettoniche…è vero, a Roccagorga vanno rivisti tanti piccoli punti di accesso alle strutture pubbliche e non solo, ma voglio ricordare ai cittadini che, l’auditorium comunale è fornito di macchina per i diversamente abili quindi non diciamo bugie…cara Eleonora, che siete ragazzi come me e la politica dell’essere contro a tutti i costi non giova a nessuno, soprattutto a voi. Mi scuso con i cittadini se in qualche passaggio c’è un pochino di polemica, ma non posso fare a meno di rispondere alle accuse che ci vengono attribuite…perché i cittadini hanno bisogni di verità e non di chiacchiere demagogiche per strumentalizzare una situazione di disagio! L’aver fatto attività politica per molti anni a Roccagorga mi porta a pensare che tanti candidati nelle altre liste, hanno accettato solo per opportunità politica e rancore personale…il nostro, torno a ribadirlo è un progetto serio con proposte concrete e lo stiamo dimostrando a tutta la popolazione ogni volta che saliamo su un palco per fare un comizio…ognuno di noi mette in campo la propria esperienza in un settore diverso ed è questo che serve per governare un paese…ma voglio fare una domanda ai cittadini, io ho 25 anni e come me, avrete sicuramente ascoltato tutti o quasi i vari comizi fatti dalla lista di centro destra, e arrivo alla domanda: oggi è 29 maggio, tra pochi giorni si chiude la campagna elettorale, ma quali sono le proposte del centro destra per questo paese? Ho solo ascoltato insulti e attacchi personali…e la cosa che più mi meraviglia e che tra loro ci sono ragazzi come me che accettano in silenzio questo tipo di “politica” se così si può chiamare! È inaccettabile a mio parere…questi dovrebbero essere gli amministratori futuri del nostro comune? Non credo che i cittadini di Roccagorga siano così ingenui da credere a questa assurda politica….anzi sono convinto che i cittadini il 6 e 7 Giugno voteranno per una squadra che sa cosa vuole dalla nostra Roccagorga. Una squadra composta da persone capaci di mettere in campo una politica seria….senza promesse di posti di lavoro, senza ricatti….siamo persone oneste che vogliono guidare un paese onesto. Concludo, ringraziando ancora una volta Carla che mi ha dato questa grande opportunità di partecipare ad un progetto vero, fatto per i cittadini e dai cittadini di Roccagorga…attorno a noi, si è venuta a creare una squadra coesa e compatta, non solo tra i candidati, ma tutte le persone che ci sostengono con il loro lavoro quotidiano, quelli che noi comunemente definiamo i “porta acqua”, un ringraziamento speciale va anche a loro….ma il ringraziamento più IMPORTANTE, va a voi cari cittadini, che fino ad oggi ci avete seguito in ogni quartiere….in ogni assemblea….e a nome di tutta la squadra vi dico GRAZIE e vi chiedo un ultimo sforzo, quello decisivo, il 6 e il 7 giugno votiamo tutti insieme la lista Polis – Centro Sinistra per CARLA AMICI SINDACO…e l’8 giugno sarà una Roccagorga diversa!