lunedì 9 novembre 2009

20 anni fa cadeva il Muro di Berlino ...

Per 28 anni ha diviso la città di Berino in due. Barriera di cemento alta tre metri e mezzo alzata dal regime comunista per separare Berlino Est da Berlino Ovest: Berliner Mauer.

Dati ufficiali ci dicono che furono almeno 133 le persone uccise, dalle guardie comuniste, mentre cercavano di oltrepassare la barriera eretta per Berlino Ovest; ufficiosamente si parla di più di 200 vittime. Il primo a morire, durante il tentativo di fuga, fu Ida Siekmann il 22 agosto del 1961, l'ultimo Winfried Freudenberg l'8 marzo del 1989. Il primo a perire sotto i colpi d'arma da fuoco delle guardie di confine fu Gunter Litfin, l'ultimo Chris Gueffroy. Circa 5000 tentativi di fuga furono coranati da successo. Non mancarono violazioni di frontiera da Ovest verso Est.

Scrive Viktor Suvorov nel settimo capitolo de L'ombra della Vittoria:

« L’obiettivo del muro: evitare che il popolo della Germania socialista potesse scappare nel mondo normale. Il muro fu costantemente perfezionato e rinforzato, trasformato da un normale muro in un sistema insormontabile di ostacoli, trappole, segnali elaborati, bunker, torri di guardia, tetraedri anti carro e armi a sparo automatico che uccidevano i fuggitivi senza bisogno di intervento da parte delle guardie di confine.
Ma più lavoro, ingegnosità, denaro e acciaio i comunisti mettevano per migliorare il muro, più chiaro diventava un concetto: gli esseri umani possono essere mantenuti in una società comunista solo con costruzioni impenetrabili, filo spinato, cani e sparandogli alle spalle. Il muro significava che il sistema che i comunisti avevano costruito non attraeva ma repelleva.
»


Il 23 agosto 1989, l'Ungheria aprì le barriere al confine con l'Austria e a partire dall'11 settembre 1989 più di 13.000 tedeschi dell'Est scapparono verso l'Ungheria; ai non ungheresi non era, però, consentito attraversare la Cortina di ferro. I profughi si riversarono nelle ambasciate tedesco-occidentali a Budapest e Praga. Giorni di rivolte pemisero ai profughi di poter arrivare in Occidente, ma con l'obbligo di riattraversare la frontiera tedesco-orientale imposto dallo Stato di loro cittadinanza. La scelta si rivelò un boomerang fatale per l'immagine stessa della Germania comunista: i treni contenenti i rimpatriati attraversarono senza fermarsi le stazioni tedesco-orientali, tra lo sconcerto dei concittadini che non poterono nemmeno salutare i profughi perché chiusi in vagoni piombati.

Nell'autunno del 1989, con il passaggio dei primi treni provenienti dall'Ungheria e dalla Cecoslovacchia, iniziarono le dimostrazioni di massa contro il governo della Germania Est. Fu l'inizio della fine. Il leader della DDR Erich Honecker, che nel gennaio dello stesso anno aveva predetto l'esistenza del muro per altri 100 anni, si dimise il 18 ottobre e venne sostituito pochi giorni dopo daEgon Krenz. Il nuovo governo decise di concedere ai cittadini dell’Est permessi per viaggiare nella Germania dell’Ovest: al ministro della Propaganda della DDR, venne dato il compito di dare la notizia. Egli si trovava in vacanza prima che venisse presa questa decisione e non venne a conoscenza dei dettagli.

Il 9 novembre 1989, durante una conferenza stampa convocata per le 18, gli fu recapitata la notizia che tutti i berlinesi dell’Est avrebbero potuto attraversare il confine con un appropriato permesso, ma non gli furono date informazioni su come trasmettere la notizia. Dato che il provvedimento era stato preso poche ore prima della conferenza, esso avrebbe dovuto entrare in vigore nei giorni successivi, dando così il tempo di dare la notizia alle guardie di confine. Alle 18,53 il corrispondente Ansa da Berlino Est, Riccardo Ehrman, chiese da quando le nuove misure sarebbero entrate in vigore. Schabowski, ministro della Propaganda della DDR, cercò inutilmente una risposta nella velina del Politburo, ma non avendo un'idea precisa, azzardò: "Per quanto ne so immediatamente".


L'annuncio fu dato in diretta dalla televisione e Decine di migliaia di berlinesi dell’Est inondarono i checkpoint chiedendo di entrare in Berlino Ovest. Le guardie di confine, sorprese, iniziarono a tempestare di telefonate i loro superiori, ma era ormai chiaro che impossibile era rimandare indietro tale enorme folla vista la mancanza di equipaggiamenti atti a sedare un movimento di tali proporzioni.

Checkpoint aperti e gran festa ad accogliere i fratelli dell’Ovest.

Birra gratis per tutti!

Il 9 novembre cade il Muro di Berlino.

Roger Waters festeggiò tale ricorrenza, un anno dopo, con un mega concerto da tutti ricordato, per l'esecuzione di The Wall dal vivo.





Nei giorni e settimane successive molte persone accorsero al muro per abbatterlo e staccarne dei souvenir. Il18 marzo 1990 furono tenute le prime e uniche libere elezioni della storia della Repubblica Democratica Tedesca; esse produssero un governo il cui principale mandato era quello di negoziare la fine stessa dello Stato che rappresentavano.

La riunificazione ufficiale avvenne il 3 ottobre 1990.

A 20 anni dalla caduta del muro di Berlino e del comunismo però, l'opinone pubblica mondiale è delusa dal capitalismo. A rivelarlo è un sondaggio della BBC fatto in 27 paesi, ma non solo: secondo uno studio dell'istituto di ricerca Iwh pubblicato dal domenicale Welt am Sonntag, la Germania ha investito finora 1.300 miliardi di euro nelle regioni dell'ex Repubblica democratica tedesca (Rdt) per cancellare le differenze tra regioni orientali e occidentali, una somma pari a oltre la metà dell'intero prodotto interno lordo del Paese nel 2008.

I risultati di questo programma si vedono, anche se rimane molta strada da fare: nel 1991, l'output pro capite delle regioni orientali era pari al 33% di quelle occidentali, contro l'attuale 70% - secondo l'istituto Iw di Colonia - e nei prossimi 10 anni dovrebbe raggiungere l'80%. Venti anni dopo la caduta del Muro, quindi, il divario è ancora notevole. Tanto che circa il 12% dei tedeschi vorrebbe di nuovo il Muro, una percentuale equamente distribuita tra le regioni occidentali e orientali.

Ma oggi a Berlino, e non solo, è festa. Si festaggia la caduta di uno stato dittatoriale e la recuperata libertà d'espressione. Si festeggia la ritrovata unità, la fine della guerra fredda, il crollo della Cortina di Ferro.

Nazismo e comunismo hanno diviso per anni la capitale tedesca che continua a lavorare per trovare una propria identità, ma forse è proprio la sua storia a renderla così affascinante: in bilico tra Occidente e fredda steppa russa, incontro tra culture europee e orientali, meta di artisti e giovani in cerca di quel senso di libertà che solo la fine così eclatante di un regime può regalare.

Vent'anni fa, in questo stesso giorno, crollava IL MURO...finiva una storia durata troppi anni, ma nello stesso tempo nasceva una nuova epoca sociale, politica e culturale! 9 novembre 1989 - 9 novembre 2009 CROLLO DEL MURO DI BERLINO. La storia non va MAI dimenticata!