sabato 3 ottobre 2009

3 ottobre 2009. Informazione, no al guinzaglio.


Piazza piena all'inverosimile.
Migliaia di persone.
Un minuto di silenzio per le vittime di Messina e poi:

FA-RA-BUT-TI ... FA-RA-BUT-TI ...

Oltre 300 pulman arrivati da tutta Italia. Gli organizzatori stimano 300mila sovversivi dell'agorà.

FA-RA-BUT-TI ... FA-RA-BUT-TI ...

Palloncini in aria. Bandiere sventolate dal leggero vento. Vie adiacenti Piazza del Popolo traboccanti. Il tutto baciato da un tiepido sole autunnale.

Lavoro difficile quello del giornalista: pressioni politiche, economiche, minacce dall'illegalità, precarietà dei luoghi.

Secondo un rapporto diffuso da Press Emblem Campaign sono novantacinque i giornalisti morti nel 2008 nell'esercizio della loro professione.

Centodieci nel 2007.
Duecentosessantacinque
sono i gionalisti morti in Iraq dall'inizio della guerra.
Nove in Messico, e non ci troviamo in un paese in guerra: narcotrafficanti.
Otto in Pakistan.
Sette in India.
Georgia: cinque vittime.
Russia: quattro.
Vittime di intimidazioni? Di minacce? Di censure? Di umiliazioni? Una stima non se ne ha.

Sono centoquaranta, secondo Reporters sans frontières, i giornalisti incarcerati nel 2008, mentre sono ben sessantanove i blogger che hanno pagato con la propria libertà l'aver pubblicato su internet informazioni e opinioni scomode.

è uno sporco lavoro, ma qualcuno dovrà pur farlo.

Elenca i nomi dei morti sul lavoro Franco Siddi, Presidente dell'Fnsi.
Tog
lie la giacca.
"I giornalisti non vogliono e non cercano nemici. Gli unici nemici sono quelli che attentano alla libertà".
Aggiunge con ironia: "Non c'è nessun tentativo di bavaglio, nessun tentativo di intimidire giornalisti scomodi e testate non allineate. Nessuna vendetta mediatica: i giornalisti non sono mai stati indicati come farabutti e delinquenti. No, non ci siamo".

FA-RA-BUT-TI ... FA-RABUT-TI ... è il grido che si leva dalla piazza.

Ad andare via ora è la cravatta.
è con l'enfasi e l'amore che prova per un mestiere che non cerca gloria, ma vuole verità che parla Franco Siddi.
"Libertà di stampa non vuol dire solo avere a disposizione decine di giornali, ma anche avere tutte le notizie che meritano di essere pubblicate".

Scroscio di applausi, così come quando a parlare è Saviano: "Libertà di stampa è raccontare senza ritorsioni, senza che il poprio privato sia utilizzato come un'arma per far tacere".

Ancora nomi di giornalisti caduti.

INFORMAZIONE, NO AL GUINZAGLIO è lo slogan della menifastazione ed è oggi che
Reporter sans Frontieres, anticipando il rapporto che sarà reso noto il 20 ottobre, ha detto che il nostro Paese è sceso nella classifica della libertà di stampa e che Berlusconi potrebbe essere inserito nella «lista dei predatori della libertà di stampa».

TUTTI IN PIAZZA PER LA LIBERTà, LA DEMOCRAZIA, L'INFORMAZIONE ed"European Alternatives" ha lanciato una campagna per premere sul Parlamento Europeo affinché condanni le minacce alla libertà e pluralismo dell’informazione in Italia.
Numerosi europarlamentari hanno già aderito all’iniziativa.
Il Parlamento Europeo discuterà la questione il giorno 8 Ottobre.
Le istituzioni europee hanno l’autorità di condannare le intimidazioni alla stampa in Italia e, potenzialmente, di aprire un procedimento giudiziario.

Qui puoi firmare la petizione
.