sabato 26 settembre 2009

Farabutti


Avete presente la teoria dell'ago ipodermico?
Naque durante il nazi-fascimo e considerava i mass media altamente persuasivi, capaci di iniettare direttamente il messaggio nel cervello del ricevente passivo e inerme davanti alla loro potenza: il messaggio mediale colpisce direttamente un soggetto impossibilitato ad opporsi.
Ora, questa teoria si sviluppò in un periodo buio per la comunicazione: i mass media venivano usati per sostenere il regime, tutto ciò che usciva dalle rotative doveva essere approvato dal governo, strettissime direttive sancivano cosa poteva essere detto e cosa no.
Era il periodo delle grandi adunate, della massa come soggetto singolo. Era il periodo in cui l'unica verità era quella professata dal regime.


è bastato poco, però, per capire che la testa del ricevente non ha solo funzione estetica.

Già nel 1948 Harold Lasswell ha chiarito che il ricevente non è mai neutrale: il contesto sociale, economico, culturale, politico, estetico riempie di esperienze e quindi di idee quella cosa tondeggiante adagiata sul collo.


Da allora di teorie della comunicazione ne sono seguite a bizzeffe, ma mai a nessuno è venuto in mente di riproporre un'utenza sprovveduta.

I destinatari di un'annuncio non sono un bersaglio da colpire e coloro che lavorano nella comunicazione questo lo sanno bene: avete mai visto qualcuno acquistare un'auto dopo la visione di uno spot pur non avendone bisogno o essendo economicamente impossibilitati?
Questo sarebbe troppo bello per i pubblicitari, per gli spin doctor, per gli imprenditori, per i politici ... ma per fortuna non è così: madre natura ci ha cervello-muniti tutti e tralascio sulle capacità di alcuni.

Ho letto, questa mattina, che Scajola (attuale ministro dello Sviluppo economico) in un comunicato ufficiale attacca il programma Annozero: "E' ora di finirla. Quella di ieri è l'ennesima puntata di una campagna mediatica basata sui pruriti, sulla spazzatura, sulla vergogna, sull'infamia, sulle porcherie". Aggiunge: "Convocherò i vertici della Rai per verificare se trasmissioni come Annozero rispettino l'impegno, assunto dalla Rai nel contratto di servizio, a garantire un'informazione completa e imparziale".

Io e altri 5 milioni 502 mila spettatori Annozero lo abbiamo guardato: hanno intervistato quel bolscevico di Feltri; Facci, noto a tutti per aver scritto per Il Giornale; c'era Belpietro, direttore di Libero; Italo Bocchino, deputato del Pdl; Franceschini, segretario del Pd; Concita De Gregorio, direttore de L'Unità e il giornalista Mentana.


Ora, se esistono giornali di parte, e molto probabilmente in Italia esistono, credo che la pluralità sia stata rispettata.
Titolo della puntata: Farabutti, temine usato dal nostro premier per indicare i giornalisti e quindi farina del sacco non di Santoro.
Travaglio, intervenuto come ospite, ha sparato a zero su Berlusconi e su D'Alema in quantità eguale. Maggioranza e opposizione avevano i propri rappresentanti.
Un'utenza consapevole aveva un telecomando in mano.


In Italia, per quanto riguarda i programmi televisivi, vige la legge del pluralismo ed esiste una Commissione di Vigilanza Rai affidata a Sergio Zavoli a cui spetta per legge il controllo di ciò che va in onda, esiste anche un'Authority sulle Comunicazioni e per di più sono le Camere che hanno il compito di vigilare sul pluralismo e non il governo.

A me sembra abuso di potere bello e buono e mi chiedo: perchè avere tanta paura di un programma televisivo?

Le ingiurie, le porcherie, le dubbie frequentazioni sono opera del premier, non dei giornalisti.
Il contraddittorio mi è sembrato assicurato e il popolo dei teledipendenti berlusconiani non credo abbia guardato il programma perchè da quelle parti corre voce che Santoro sia fazioso; se lo ha fatto non avrà certo cambiato credo: la teoria dell'ago ipodermico è indisuso ormai da anni.


Ancora censura?

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