- Signor Presidente, come e quando ha conosciuto il padre di Noemi Letizia?
- Nel corso di questa amicizia, quante volte vi siete incontrati e dove?
- Come descriverebbe le ragioni della sua amicizia con Benedetto "Elio" Letizia?
- Perchè ha discusso delle candidature con Letizia che non è neanche iscritto al Pdl?
- Quando ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia?
- Quante volte ha avuto modo di incontrare Noemi Letizia e dove?
- Lei si occupa di Noemi e del suo futuro e sostiene economicamente la sua famiglia?
- é vero che lei ha promesso a Noemi di favorire la sua carriera nello spettacolo o in politica?
- Veronica Lario ha detto che lei "frequenta minorenni". Ce ne sono altre che incontra o "alleva"?
- Sua moglie dice che "non sta bene" e che andrebbe aiutato. Quali sono le sue condizioni di salute?
Sono le domande che La Repubblica ha posto al premier e che aspettano una risposta da 106 giorni 14 ore 11 miniti e 7 secondi - ora sono le 21,50 del 28 agosto.
106 giorni, 14 ore, 11 minuti e 30 secondi e La Repubblica è stata in grado di ottenere solo una richiesta di risarcimento danni pari a un milione di euro nei confronti del Gruppo L'Espresso. Secondo il premer le domande postegli il 26 giugno da Giuseppe D'Avanzo, sarebbero diffamatorie. Oltre alle 10 domande, la Citazione in giudizio firmata dal presidente del Consiglio il 24 agosto, riguarda anche un articolo pubblicato dalla stessa testata in data 6 agosto con titolo: "Berlusconi ormai ricattabile media stranieri ancora all'attacco".
Ed infatti il nostro premier vuole querelare anche le testate straniere:
106 giorni, 14 ore, 11 minuti e 30 secondi e La Repubblica è stata in grado di ottenere solo una richiesta di risarcimento danni pari a un milione di euro nei confronti del Gruppo L'Espresso. Secondo il premer le domande postegli il 26 giugno da Giuseppe D'Avanzo, sarebbero diffamatorie. Oltre alle 10 domande, la Citazione in giudizio firmata dal presidente del Consiglio il 24 agosto, riguarda anche un articolo pubblicato dalla stessa testata in data 6 agosto con titolo: "Berlusconi ormai ricattabile media stranieri ancora all'attacco".
Ed infatti il nostro premier vuole querelare anche le testate straniere:
- "sesso, potere e menzogne" è apparso su Nouvel Observateur;
- "libidine geriatrica" è opera de The Indipendent;
- "graffiato dalla figlia" Le Figaro, che "gli dà lezioni" The Daily Telegraph, "gli fa la morale" per Elle, che lo apostrofa con un "vergogna, papà!" secondo News, giornale australiano.
- e non dimentichiamo El Pais e le foto pubblicate degli ospiti di Villa Certosa.
Ma al centro delle lamentele di Berlusconi restano sempre le 10 domande ripetutamente pubblicate da La Repubblica e per più di sessanta giorni: queste sarebbero, per il premier, domande retoriche, che non mirano ad ottenere una risposta del destinatario, ma sono volte a insinuare nel lettore l'idea che la persona "interrogata" si rifiuti di rispondere.
Ripetiamo bene: le domande poste sarebbero retoriche e tendenziose perchè non mirano ad ottenere una risposta del destinatario, ma vorrebbero far credere al lettore che la persona interrogata si rifiuti di risponde. Personalmente, l'unico pensiero che si insinua nelle mia testa è: da 106 giorni, 14 ore e svariati minuti il mio premier non vuole rispondere a delle domande postegli in un paese libero, dover poter fare domande non dovrebbe essere una concessione ma un diritto-dovere di chi fa informazione.
Il Partito Democratico tutto esprime solidarietà ai giornalisti:
Franceschini: "Ci denunci tutti".
Il segretario del Pd Dario Franceschini ha espresso la sua solidarietà e quella del partito al direttore Ezio Mauro ritenendo "incredibile" l'azione giudiziaria del premier: "E' chiaro che ci troviamo di fronte a una indegna strategia di intimidazione nei confronti di un singolo giornale, dell'opposizione e di chiunque difenda i principi di un Paese libero che non ha precedenti in nessuna democrazia e che è anche un segno di paura e di declino. Il presidente del Consiglio non denunci solo Repubblica, ci denunci tutti". E nel pomeriggio di oggi ha aderito all'appello in difesa della libertà di stampa.
Bersani: "Deve portare in tribunale mezzo mondo".
"L'iniziativa mi pare inaccettabile e dieci volte sconsiderata", afferma il candidato alla segreteria del Partito democratico, Pier Luigi Bersani. "Percorrendo questa strada - commenta - il presidente del Consiglio si vedrà costretto a chiamare in tribunale mezzo mondo".
Marino: Difendere la libertà di stampa.
"Esprimo tutta la mia solidarieta' e vicinanza al direttore di Repubblica, Ezio Mauro". Lo afferma Ignazio Marino, candidato alla segreteria del Partito Democratico, in merito all'azione giudiziaria del premier, Silvio Berlusconi, nei confronti del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. "E' di primaria importanza - ribadisce Marino - difendere la liberta' di stampa nel nostro Paese come fa la Repubblica. Oggi piu' che mai si ha bisogno di maggiore pluralismo e di completezza dell'informazione, piuttosto che di restringere gli spazi necessari alla formazione di un'opinione pubblica. Bisogna riaffermare e sostenere con forza i principi di democrazia e liberta', patrimonio condiviso nel nostro Paese e scolpito nei valori sanciti dalla Costituzione".
Paolo Gentiloni, responsabile Comunicazione del PD: Berlusconi ha superato un nuovo limite con la denuncia.
“Il presidente del Consiglio considera ormai inaccettabile anche la semplice informazione critica nei suoi confronti.Il superamento di questo limite da parte di chi possiede o occupa buona parte dei media non è accettabile. E’ urgente, anche raccogliendo l’appello dei giuristi, una risposta unitaria delle forze di opposizione e di tutti coloro che credono nei valori dell’art.21.
Zanda: "Interrogazione parlamentare".
Il vicepresidente dei senatori del Pd annuncia che trasformerà in interrogazione parlamentare le 10 domande. "Anche per ricordare agli italiani che da mesi il Senato e la Camera aspettano che Berlusconi risponda alle interrogazioni e alle mozioni che gli sono state presentate".
E anche dalle Festa Democratica di Genova il popolo del Pd non ha tardato a far sentire la propria voce: Lino Paganelli, responsabile nazionale Feste del Pd ha presentato la maglietta "Denunciateci tutti".
Autunno caldo per la stampa?
Io punterei su un paese basato sulla conoscenza , dove il libero pensiero circoli veloce da fonte a fonte.
IO VOGLIO SAPERE.
APPELLO IN DIFESA DELLA LIBERTà DI STAMPA.
Ripetiamo bene: le domande poste sarebbero retoriche e tendenziose perchè non mirano ad ottenere una risposta del destinatario, ma vorrebbero far credere al lettore che la persona interrogata si rifiuti di risponde. Personalmente, l'unico pensiero che si insinua nelle mia testa è: da 106 giorni, 14 ore e svariati minuti il mio premier non vuole rispondere a delle domande postegli in un paese libero, dover poter fare domande non dovrebbe essere una concessione ma un diritto-dovere di chi fa informazione.
Il Partito Democratico tutto esprime solidarietà ai giornalisti:
Franceschini: "Ci denunci tutti".
Il segretario del Pd Dario Franceschini ha espresso la sua solidarietà e quella del partito al direttore Ezio Mauro ritenendo "incredibile" l'azione giudiziaria del premier: "E' chiaro che ci troviamo di fronte a una indegna strategia di intimidazione nei confronti di un singolo giornale, dell'opposizione e di chiunque difenda i principi di un Paese libero che non ha precedenti in nessuna democrazia e che è anche un segno di paura e di declino. Il presidente del Consiglio non denunci solo Repubblica, ci denunci tutti". E nel pomeriggio di oggi ha aderito all'appello in difesa della libertà di stampa.
Bersani: "Deve portare in tribunale mezzo mondo".
"L'iniziativa mi pare inaccettabile e dieci volte sconsiderata", afferma il candidato alla segreteria del Partito democratico, Pier Luigi Bersani. "Percorrendo questa strada - commenta - il presidente del Consiglio si vedrà costretto a chiamare in tribunale mezzo mondo".
Marino: Difendere la libertà di stampa.
"Esprimo tutta la mia solidarieta' e vicinanza al direttore di Repubblica, Ezio Mauro". Lo afferma Ignazio Marino, candidato alla segreteria del Partito Democratico, in merito all'azione giudiziaria del premier, Silvio Berlusconi, nei confronti del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. "E' di primaria importanza - ribadisce Marino - difendere la liberta' di stampa nel nostro Paese come fa la Repubblica. Oggi piu' che mai si ha bisogno di maggiore pluralismo e di completezza dell'informazione, piuttosto che di restringere gli spazi necessari alla formazione di un'opinione pubblica. Bisogna riaffermare e sostenere con forza i principi di democrazia e liberta', patrimonio condiviso nel nostro Paese e scolpito nei valori sanciti dalla Costituzione".
Paolo Gentiloni, responsabile Comunicazione del PD: Berlusconi ha superato un nuovo limite con la denuncia.
“Il presidente del Consiglio considera ormai inaccettabile anche la semplice informazione critica nei suoi confronti.Il superamento di questo limite da parte di chi possiede o occupa buona parte dei media non è accettabile. E’ urgente, anche raccogliendo l’appello dei giuristi, una risposta unitaria delle forze di opposizione e di tutti coloro che credono nei valori dell’art.21.
Zanda: "Interrogazione parlamentare".
Il vicepresidente dei senatori del Pd annuncia che trasformerà in interrogazione parlamentare le 10 domande. "Anche per ricordare agli italiani che da mesi il Senato e la Camera aspettano che Berlusconi risponda alle interrogazioni e alle mozioni che gli sono state presentate".
E anche dalle Festa Democratica di Genova il popolo del Pd non ha tardato a far sentire la propria voce: Lino Paganelli, responsabile nazionale Feste del Pd ha presentato la maglietta "Denunciateci tutti".
Autunno caldo per la stampa?
Io punterei su un paese basato sulla conoscenza , dove il libero pensiero circoli veloce da fonte a fonte.
IO VOGLIO SAPERE.
APPELLO IN DIFESA DELLA LIBERTà DI STAMPA.
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