giovedì 2 luglio 2009

"Sono il candidato di nessuno che pensa ci sia bisogno di tutti"

Bersani pensa ad un partito popolare, laico, radicato nel territorio e nelle nuove generazioni e dice: "siamo solo noi a poter fare tutto questo".


Roma, I° luglio 2009 - L'appuntamento è dedicato ai giovani, ma la sala è gremita di persone di ogni età, e il teatro Ambra Jovinelli è troppo piccolo per contenere la folla giunta ad applaudire l'annuncio della candidatura di Pierluigi Bersani.
Il neocandidato alla segreteria del PD fa annunciare la sua entrata dalle note di "Un senso" di Vasco Rossi e lungo il percorso, che lo porterà ad accomodarsi in platea, stringe molte mani senza soffermarsi però su quelle della prima fila dove siedono: Massimo D'Alema, Rosy Bindi, Enrico Letta e Filippo Penati. Preso posto guarda, con tutti i presenti, un video preparato da YouDem in cui i cittadini formulano quesiti da porre al futuro segretario del partito.
Un minuto di silenzio per le vittime di Viareggio e poi si inizia.
L 'idea del PD che traccia Bersani è quella di un partito popolare, radicato nel territorio, che guardi alle nuove generazioni senza per questo lasciare alle spalle la sua storia.
"Il PD deve saldare la propria vocazione democratica all'economia e alla società. Deve rivolgersi all'arco di persone più ampio possibile ma, al contempo, non deve rinunciare alla vicinanza al mondo del lavoro. Deve essere un partito del lavoro che rivendica pari dignità e ruolo tanto al lavoro subordinato quanto a quello autonomo e imprenditoriale, al di là di ogni rendita".
Bersani pensa al PD come ad un "partito del lavoro, laico, popolare, che sta dove stanno i partiti progressisti, socialisti, liberaldemocratici", un partito "non classista, non populista, capace di elaborare linguaggi legati alla vita reale, che renda concreta l'idea di uguaglianza", "che non relativizza le diverse opinioni al suo interno ma le distingue, le analizza e ne tiene conto nel momento della decisione. Un partito che difenda i diritti civili, a partire da quello relativo al fine vita, che non permetta al senatore Gasparri o a chiunque altro di decidere come devo morire. Un Pd improntato a un nuovo civismo, al quale ispirare i comportamenti di tutti a partire dalla sobrietà della politica".
Il neocandidato vuole "un partito che guarda al futuro traendo forza dal proprio passato. Una forza politica che sappia proporre una propria idea di società sulla quale impostare una discussione con tutte le forze e organizzazioni sociali".
Il PD che ha in mente Bersani "dice le stesse cose al Nord e al Sud del Paese e pensa ad un modello parlamentare nazionalizzato, con un irrobustimento dei poteri del premier e del governo ed un rafforzamento del ruolo di controllo del Parlamento".
Bersani sostiene "da soli non si può fare nulla" punta quindi a rilanciare un sistema di alleanze perchè, già alle prossime elezioni, "andranno sperimentati larghi shieramenti di centrosinistra contro la destra". L'ex ministro afferma: "Sono il candidato di nessuno che pensa ci sia bisogno di tutti" ed ancora: "Dobbiamo avere le idee chiare perchè io non credo a un partito post identitario. Senza identità riconoscibili ogni gesto mette un punto interrogativo su che sei davvero e ti disarma verso una destra che sparge ideologie".
Riguardo alle nuove generazioni ribadisce: "Non c'è bisogno di inventarci una nuova generazione, bisogna solo aprire la strada alle nuove generazioni che possano prendere in mano la discussione politica e misurarsi nelle funzioni del partito. é quello che mi impegno a fare a livello nazionale".
A chi cerca di mettere "una patina grigia sulla sua candidatura" Bersani dice:" Mi sono sempre preso la briga di voler cambiare qualcosa, ovunque sono stato non ho mai lasciato le cose come le ho trovate. Questo per due motivi, semplici e banali: la terra gira tutti i giorni e questa società non mi piace per tutto. Quindi, parliamo di innovazioni a chiacchiere? Allora io non partecipo. Se invece parliamo di fatti allora credo di avere qualcosa da dire".
Così come è entrato conclude:" Siamo solo noi, come direbbe Vasco, a poter fare tutto questo."
Dalla platea scrosci di mani e la prima fila soddisfatta così commenta: "Un discorso chiaro, concreto, che affronta problemi fondamentali del paese, finalmente. Insomma, una cosa seria", secondo Massimo D'alema. "é il punto di vista giusto per tornare a vincere" per Letta, mentre per Rosy Bindi: "in questo partito i cattolici democratici portano il valore di una cultura politica che fa la differenza anche rispetto alle impostazioni più aggiornate del pensiero liberaldemocratico e socialdemocratico".

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